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venerdì 30 novembre 2012

...incapaci di intendere e di volere!

Buongiorno signore, preferisce la zuppa di asparagi o quella ai cereali? beh mi dia i cereali. Poi si arriva al lavoro: "tu cos'hai scelto? asparagi o cereali?". Io ero dei verdi e ho scelto gli asparagi." "A me quello degli asparagi stà antipatico quindi ho scelto i cereali. E tu cos'hai scelto?" Io non ho scelto niente, sono molto indeciso perchè in realtà, io avrei gradito un bel piatto di pastasciutta." "Se per questo anche noi." "Allora dovremmo andare in cucina e chiedere di cucinare pastasciutta e non le solite zuppe riscaldate, visto che il ristorante... è nostro."
Ultimamente le cose vanno proprio così, incapaci di intendere e di volere, incapaci di scegliere talmente si è bombardati da input più svariati. Ci coinvolgono nell'economia tenendoci aggiornati sull'andamento delle borse. In realtà i più, non hanno la più pallida idea nemmeno dell'entità dell'argomento, questo coinvolgimento tuttavia li fa sentire più colti e importanti di quanto non siano.Nel contempo ci dicono che il pianeta si riscalda, Che l'ILVA inquina ma va tenuta aperta. In pratica non solo si muore di tumore ma si sceglie di farlo. Poi c'è il made in italy.... ma quale made in italy, che garanzie potrà mai darci acquistare da dei truffatori? Poi c'è il calcio... Disoccupati e cassintegrati, esodati e cococo. che mitizzano degli zotici trogloditi che inseguono un pallone rivestiti del loro denaro sonante che non hanno... "bigliettiii!" " Non ce l'ho" "beh pazienza mi dia pure il suo sangue, solo per stavolta però".Mi trovavo a riflettere su questo argomento proprio l'altro giorno in merito al fatto che a forza di input le nostre memorie sono piene e quindi nei nostri pensieri, nei nostri filosofeggiamenti, i megabyte a disposizione non riescono che a dare risposte molto superficiali. Aggiungo a ciò che oltretutto questa superficialità nella partecipazione, tendenzialmente porta ad aggregarsi nella scelta incorporandoci in un unico gruppo che sceglie la zuppa pur volendo la pasta. Pure Darwin lo diceva. l'intelligenza è quantificabile in ugual' misura in tutti i popoli ed in tutte le genti è evidente che un Aborigeno o un eskimese avranno nei loro argomenti molta più memoria da dedicare alle sfumature, agli approfondimenti. Orbene giunti a questo punto, dobbiamo per forza aprire una parentesi. Non tutti hanno la stessa capacità intellettiva, sempre è stato così e sempre lo sarà, quindi questo stare al passo di tutti genera il fenomeno del populismo.Io credo che chi non possiede una certa capacità intellettiva non dovrebbe votare. Sarebbe un po' come affidare le redini della nostra vita a dei bambini.Voteranno per chi ha la caramella più grossa anche se è finta ma da lontano rende l'idea Insomma sarà sempre ZUPPA.
Ma non voglio addentrarmi più di tanto in politica, parlare di politica è diventato storia. Oggi i governanti non sono più portavoce di una ideologia sono dei commercianti che ci vogliono far credere di saper gestire il banchetto del mercato. Voglio cercare invece di mostrarvi una fotografia dell'oggi. Sveglia obbligatoria, lavoro, precarietà sia politica che sociale, perdita del senso del gusto e del piacere perchè non ci si può nè si deve permettere nulla. Una vita alienata senza speranze e senza obiettivi. Un po' come cadere in una vasca senza voler fare il bagno, invece di godere del tepore dell'acqua ci si stà a lamentare perchè... "Ci avevano promesso le paperelle blu, e non ci sono!"
"Come secondo preferite: pollo alla BERSAgliera o bistecca di RENZino?" "Mi dia il pollo anche se alla carne avrei preferito il pesce"!  
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